Sanatoria in agrodolce - Definibili fatture irregolari ma non l'F24

Bastone e carota sulla sanatoria delle violazioni formali. Se da una parte sono definibili l'omessa e irregolare presentazione delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e la tardiva trasmissione delle dichiarazioni da parte degli intermediari, dall'altra non è invece sanabile l'omessa presentazione della delega F24 con saldo pari a zero. Mentre ci sarà più tempo, rispetto al termine del 2 marzo 2020, per i contribuenti che non sono riusciti a identificare tutte le violazioni commesse, in presenza di giustificato motivo: si potrà beneficiare, per esempio, di ulteriori 30 giorni dalla ricezione dell'invito a mettersi in regola spedito dall'Agenzia delle entrate, posto l'avvenuto versamento di quanto dovuto entro il prossimo 31 maggio. Sono alcune delle indicazioni contenute nella circolare 11/E diffusa ieri dall'Agenzia delle entrate. L'art. 9 del dl 119/2018 prevede, infatti, una sanatoria degli errori e delle irregolarità formali commessi sino al 24/10/2018 ma, dalla detta regolarizzazione, restano escluse le violazioni contenute in atti di contestazione divenuti definitivi (per mancata impugnazione o formazione del giudicato) al 19/12/2018. Le modalità di attuazione della norma sono state già indicate dall'Agenzia delle entrate con il provvedimento n. 62274/2019 e con la risoluzione n. 37/E/2019; quest'ultima ha istituito il codice tributo «PF99», da indicare nel modello «F24», necessario per l'esecuzione dei versamenti. Il comma 1, dell'art. 9 del dl 119/2018, dispone che sono sanabili le «irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell'Iva e dell'Irap e sul pagamento di tributi». Al comma 5 si dispone che «la procedura non può essere esperita dai contribuenti per l'emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato»; non sono definibili, quindi, nemmeno le violazioni oggetto di atti concernenti la «voluntary disclosure». L'Agenzia delle entrate, con il documento di prassi di ieri, ha fornito l'indicazione di quelle che sono le principali violazioni definibili o non definibili, confermando che si possono sanare tutte le infrazioni e inosservanze di obblighi di natura esclusivamente formale commesse entro il 24/10/2018 in materia di imposte dirette, Iva, Irap, addizionali, sostitutive, ritenute alla fonte e crediti d'imposta, che non hanno inciso sulla determinazione del tributo, ma che possono arrecare pregiudizio alle attività di controllo. Il perfezionamento si ottiene con il versamento degli importi, pari a 200 euro per tutte le violazioni commesse in ciascun periodo d'imposta, da eseguirsi in un'unica soluzione entro il prossimo 31 maggio o in due rate, di pari importo, entro il 31/05/2019, la prima, ed entro il 2/3/2020, la seconda, e con la rimozione delle irregolarità e delle omissioni.

Fonte: ItaliaOggi del 16 maggio 2019 (pagina 29)



nota: la notizia costituisce un estratto; per il testo integrale riferirsi alla fonte citata
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