Il contributo Naspi richiede una verifica ad ampio raggio

L'aumento dal 1,4% al 1,9% del contributo aggiuntivo Naspi, voluto dal decreto dignità, è applicabile ai rinnovi dei contratti a termine (Ctd), anche in somministrazione, intervenuti dal 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del Dl 87/2018). L'Inps, tuttavia, lo ha disciplinato solo di recente con la circolare 121/2019, chiedendo – peraltro - ai datori di lavoro di provvedere alla regolarizzazione del periodo pregresso con le paghe di settembre (uniemens da pagare entro il 16 ottobre). Successivamente, con il messaggio 3447/2019, ha disposto che gli arretrati, afferenti al periodo compreso tra il 14 luglio 2018 e agosto 2019, possano essere versati unitamente alle paghe di ottobre 2019 (entro il 18 novembre). Va rilevato che per l'effettuazione dei calcoli utili a determinare il contributo arretrato da versare, si possono presentare alcune particolarità che possono emergere sia perché il conteggio è riferito a un periodo ampio, sia in quanto lo stesso è collegato a contratti a termine (anche di tipo intermittente) che, per loro natura, possono avere una durata minima ed essere stati rinnovati più volte. Oltre a ciò, va considerato che lo 0,50% di aumento si applica anche quando il lavoratore è stato somministrato. Vale a dire che, nell'ipotesi in cui l'azienda assuma un lavoratore a termine e lo stesso gli era già stato in passato somministrato con un contratto a tempo determinato, si tratta di un rinnovo e scatta l'aumento che paga direttamente il datore che instaura il nuovo rapporto. La stessa considerazione vale anche al contrario. Se un'agenzia somministra un lavoratore a un'azienda che, in passato, ha già occupato lo stesso soggetto con Ctd, deve versare all'Inps lo 0,50% che poi ribalterà sull'utilizzatore. Proprio sul fronte della somministrazione, va osservato che l'aumento dello 0,50% (incrementale) è dovuto dalle imprese di somministrazione anche laddove le ulteriori assunzioni a termine dello stesso lavoratore (rinnovi) siano effettuate per somministrarlo presso utilizzatori diversi. In questo caso l'onere contributivo ricade sull'impresa di somministrazione che non può ribaltarlo su alcuna azienda utilizzatrice. Invero, stante la natura particolare del rapporto di lavoro, che nella somministrazione assume aspetto trilaterale, e avuto riguardo alla “ratio legis”, a parere di chi scrive, l'aumento dello 0,50% avrebbe dovuto essere circoscritto ai casi di riproposizione del lavoratore presso il medesimo utilizzatore. Se l'azienda, quindi, assume oggi un lavoratore con Ctd e lo ha già avuto 20 anni fa alle sue dipendenze con lo stesso contratto, deve versare lo 0,50 per cento. Questa dinamica, oltre a essere complessa, ci sembra non rispondere alla ratio sottesa alla disposizione che tende a disincentivare un utilizzo sistematico del contratto a termine; questa logica non può ricondursi all'ipotesi appena descritta. In chiave semplificativa, quindi, sarebbe opportuno stabilire, anche in via amministrativa, l'arco temporale in cui verificare l'esistenza di altri contratti a termine con lo stesso lavoratore.

Fonte: Quotidiano del Lavoro del 08/10/2019

Allegato: Circolare Inps n. 121 del 06-09-2019.pdf


nota: la notizia costituisce un estratto; per il testo integrale riferirsi alla fonte citata
Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.         ACCETTO
SALUMIFICIO BRIZIO - VENASCA Becchio e Mandrile RISTORANTE SALUZZO 0175-218975 SILVIA DOGLIANI ARTIMPIANTI COSTIGLIOLE S.
BOMAUNO MEC INDUSTRIA ALIMENTARE CARNI SUPERTINO VAGLIANO FRUTTA GULLINO IMPORT EXPORT GIOIELLERIA ALBERO DELLE GIOIE
SALUMIFICIO BRIZIO - VENASCA Becchio e Mandrile RISTORANTE SALUZZO 0175-218975 SILVIA DOGLIANI ARTIMPIANTI COSTIGLIOLE S. BOMAUNO MEC INDUSTRIA ALIMENTARE CARNI SUPERTINO VAGLIANO FRUTTA GULLINO IMPORT EXPORT GIOIELLERIA ALBERO DELLE GIOIE